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Amore, guerra e biciclette.

Romance storico che ambienta la potenza della nascita di un amore tra le macerie di un’Italia devastata dalla guerra.

Vorrei oggi parlare di un romanzo che io ho amato molto, fin dalla sua uscita: La bicicletta nera di Stefania P. Nosnan, romanzo del 2018 già in concorso al premio Campiello e premio Stresa.

L’avevo già letto, al momento della sua prima uscita, ma ho voluto riassaporarlo, per presentarlo qui al suo meglio proprio nel momento in cui la sua autrice è uscita con il suo nuovo historical romance, Il Tempo fra noi, di cui parleremo in futuro.

La bicicletta nera, narra una vicenda vera, potente, emozionante, che si snoda tra le rovine di un’Italia devastata dalle bombe e dalle macerie dell’occupazione nazista e tra le ombre del disfacimento del regime fascista.

In questo contorno di disorientamento e distruzione si muovono i nostri protagoisti: Umberto, soldato dell’annientato e annichilito regio esercito italiano; Emma giovane donna alla ricerca di una vita e di una rinascita e il loro nascituro amore.

Chi è Stefania Nosnan?

Nasce a Udine nel 1970. Per dieci anni vive nel Lazio, precisamente ai Castelli Romani per poi ritornare alla sua amata regione d’origine, il Friuli Venezia Giulia, dove ambienta molti dei suoi romanzi, traendo spunto dalle storia e dalle vite dei suoi abitanti.

Il Friuli, il protagonista nascosto di questo romanzo

I protagonisti dicevamo si spostano attraverso le regioni dell’Italia settentrionale, martoriata e dilaniata dalle vicende storiche del 1943. Emma Loreti, una ragazza proveniente da un piccolo paese nel centro Italia con una tragica storia alle spalle, prende il primo treno in partenza verso nord, in cerca di una via di fuga dal dolore e arriva a Milano. Qui conosce un giovane ufficiale Umberto Tomat,  friulano di un paese vicino Udine e se ne innamora perdutamente.

“Emma percepiva solo loro due, non esisteva più la guerra, il dolore e la perdita delle persone care. Non c’erano più macerie, gente che piangeva per la strada e il suono delle sirene. Il mondo si era fermato a quel momento e non voleva preoccuparsi di altro.“

Ma la storia è in agguato, pronta a stravolgere nuovamente le loro vite: il cambio di alleanze, l’Armistizio di Cassibile, l’8 settembre 1943 rivoluziona l’Italia intera ma soprattutto il destino dei due giovani.

Umberto guardò i suoi uomini leggendo sui loro visi la certezza che da quelle colline non ne sarebbero usciti vivi. Forse il loro destino era quello, una manica di uomini dimenticati nel passaggio da un’alleanza all’altra. Sentiva di aver fallito come ufficiale, (…) le mani che tremavano. Strinse i pugni per cercare di bloccare quel tremore, ma era inutile, era la paura che scorreva nel corpo e che non lo avrebbe mai più abbandonato.

Il Friuli è comprimario di questo romanzo, il protagonista nascosto, ma fondamentale; esso è il porto sicuro in cui arrivare, la certezza da ricercare. Umberto come la sua terra incarnano la stabilità, la roccia, la fermezza, la sicurezza in un mondo lacerato da incertezze, insicurezze e paure.

In un susseguirsi di eventi, Emma attraversa l’Italia, alla ricerca del suo amore per approdare vicino ad Udine e percorrere gli ultimi otto chilometri che la porteranno ad incontrare una bicicletta nera, la sua nuova famiglia e rinascere assieme alla sua nazione.

Perché leggere la bicicletta nera?

Perché è un incitamento alla speranza, alla voglia di rinascere, alla positività, all’unione, al senso di appartenenza, al sacrificio! Emma con la sua forza d’animo è un esempio per tutte le donne, di ieri e di oggi. Donne pronte a mettersi in gioco, a cambiare a seguire un sogno, un ideale, un amore, anche se impossibile, lontano, a volte quasi sconosciuto.

Umberto invece incarna il nonno che tutti noi abbiamo avuto, è l’emblema dell’uomo pronto a sacrificarsi per dare alla sua famiglia, alla donna che ama, alla patria che serve, un futuro migliore e un domani pieno di speranze.

Cosa rimane leggendo questo romanzo?

Rimane un senso di giustizia, di tranquillità di voglia di rinascere. Resta la fiducia nel futuro, nelle persone, nella famiglia, nella comunità, nella propria terra.

Permane la voglia di amore, di fiducia, di ripartenza, perchè nonostante tutto e nonostante tutti, un senso di pace e serenità pervade i protagonisti, pronti a combattere le dure prove a cui il destino li sottopone.

La guerra rubava vite restituendo solo dolore e piastrine arrugginite.

La bicicletta nera – (2018) Bertoni Editore

3 risposte su “Amore, guerra e biciclette.”

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